
Josef Haring
Con TAP, Josef Haring prosegue un’esplorazione metodica della superficie e dei suoi limiti. La sua astrazione è asciutta, precisa, priva di narrazione e di seduzioni cromatiche. Nel contesto del progetto ■ 30.5 ■, assume la costrizione come stimolo: formato fisso, gamma ristretta, rigore formale. Questo scambio, come il suo lavoro, va all’essenziale. Si parla di tensione, di attenzione, e di ciò che resta quando non c’è più niente da togliere.
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Cosa significa “TAP”?
È la mia abbreviazione per Temporary Art Project (progetto artistico temporaneo).
Quando inizi una serie, parti da un’immagine chiara o da un sistema da esplorare?
Sì, e molto presto diventa un’esplorazione.
Ti viene facile cominciare?
Non so se è facile — è naturale, come respirare.
Quando un’opera ti sfugge, la tieni?
Sì, per osservare la mia stessa stupidità.
Tap – Josef Haring



In TAP, ogni forma nasce da un frammento strappato al reale e ridotto all’essenziale.
Josef Haring compone astrazioni contenute, in cui ogni eccesso è eliminato.
Cosa trasforma un dettaglio del reale in pittura, per te?
Non esistono dettagli ordinari: sono tutti straordinari.
Qual è la tua ultima ossessione formale?
La tensione.
Come descriveresti il tuo paesaggio artistico oggi?
Un vagare in un paesaggio geometrico.
Vuoi che il tuo lavoro resti strettamente visivo?
Sì, esclusivamente visivo.
Cosa ti annoia nell’astrazione?
Mi interessa soprattutto la mancanza di rispetto diffusa nella società
Ci sono artisti che guardi spesso?
Paul Klee, Josef Šíma.
E se non avessi l’arte, cosa faresti?
Non sono io ad avere l’arte. È l’arte ad avere me.
Tap – Josef Haring



In TAP, ogni forma nasce da un frammento strappato al reale e ridotto all’essenziale.
Josef Haring compone astrazioni contenute, in cui ogni eccesso è eliminato.
